Visualizzazione post con etichetta Illustrazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Illustrazioni. Mostra tutti i post

mercoledì 23 febbraio 2011

Fili invisibili

In anteprima esclusiva, eccovi il bianco e nero della copertina del terzo albo della serie "The Secret" in uscita a giugno 2011.



Soggetto e sceneggiatura: Giuseppe Di Bernardo
Disegni: Walter Trono
Copertina: Emanuela Lupacchino e Massimiliano Guadagni

Negli Stati Uniti scossi da una sommossa popolare senza precedenti, Adam Mack è ad un passo da ritrovare Soul, la ragazza creduta morta durante la tragedia delle torri gemelle. Ma dentro un enigma se ne nascondono sempre tantissimi altri. Cosa rappresentano i misteriosi disegni tracciati sulla banconota statunitense da un dollaro? Perché la pianta di Washington è stracolma di simboli esoterici? Qual'è il motivo che spinge i potenti del mondo ad adorare una divinità dall'aspetto di gufo? Nuovo Ordine Mondiale, sette esoteriche e una stirpe reale che proviene dall'antica Babilonia, sono grandi segreti che si annodano con piccole storie quotidiane, come quella di un bambino nero inspiegabilmente cieco dalla nascita. Cieco come il genere umano, incapace di vedere la moltitudine di fili invisibili che collegano tutto e che da sempre lo rendono schiavo.

E a corollario dell'anticipazione, una interessante intervista di Massimo Mazzucco all'avvocato Paolo Franceschetti.

mercoledì 29 settembre 2010

The Secret, le prime domande, le prime risposte


Disegno di Andrea Fattori e colori di Mirco Pierfederici.

Domanda: Fino ad ora eri considerato un autore di giallo e noir, perché questa svolta verso temi più fantastici?

Giuseppe Di Bernardo - Risposta: Temi come il fenomeno degli UFO o quelle che vengono definite “Interferenze aliene” sono state da sempre uno dei miei interessi principali. Nelle serie che ho scritto, a ben guardare, questo germe era già presente. Caso emblematico è il terzo episodio di “Cornelio” dal titolo “Technozombie” che trattava del progetto di “microchippare” tutta la popolazione per averne un controllo totale, un tema portante per questa nuova serie. Anche se si tratta di un fumetto che trae spunto da studi reali, anche se molto controversi, sarà narrato come una fiction thriller ai limiti dell'horror, un po' come è accaduto con il film “The fourth kind” (“Il quarto tipo”).

D: Quanto tempo ha richiesto la stesura del progetto e quali difficoltà hai affrontato?

R: Fare un fumetto che trattasse il tema degli UFO senza cadere in una storia alla “Indipendence day” con tanto di invasione aliena, è un obiettivo che perseguo dal 1993. Ho anche fatto un piccolo tentativo con una storia dal titolo “Presenze, chirurgia aliena”, che è stata allegato nel 2000 alla rivista “Ufo Notiziario”. La cosa più difficile era trovare il bandolo della matassa. In questo campo si dice tutto il contrario di tutto e scovare una teoria unificatrice è stato più complesso che unificare le leggi della fisica moderna. Oltre alle teorie, però, erano fondamentali i personaggi e i sentimenti. Di personaggi ce ne sono un'infinità, soprattutto grazie alla presenza dei saltimbanchi dello Space Circus, un circo a tema “dischi volanti”, mentre la storia d'amore tra Adam e Soul è il vero filo rosso che lega tutti gli episodi.

D: A chi è destinato questo fumetto?

A chiunque abbia voglia di divertirsi, provare po' di paura e cogliere l'occasione per chiedersi se le cose stanno davvero come ce le hanno raccontate da sempre. Certamente anche a tutti i lettori di fumetto “bonelliano” ma soprattutto agli appassionati di mistero e complottismo. Per scrivere questa serie ho anche incontrato persone che sostengono di essere state rapite dagli alieni, altre che dicono di aver le prove che dietro a moltissimi crimini violenti e irrisolti della nostra società, ci sia la lunga mano di una setta occulta legata ai servizi segreti di tutto il mondo. Per scrivere questa serie non mi sono limitato a navigare in Internet, ho voluto toccare con mano il mistero. Ora succede che se un amico ha una esperienza “paranormale” prende il telefono e mi chiama all'istante. Questo è divertente e stimolante, soprattutto perché io non ho mai avuto esperienze dirette di fenomeni inspiegabili. Ma forse è solo questione di tempo, perché come si dice, “se guardi a lungo nell’abisso, anche l’abisso vorrà guardare in te”.

Chiudo con una dedica che Corrado Malanga, docente di chimica all'università di Pisa e ricercatore nel campo delle abduction (rapimenti alieni), ci ha voluto lasciare e che incarna bene lo spirito della serie: “Non esistono storie fantastiche, ma esistono rappresentazioni della realtà. Se la realtà rappresenta un corpo, la fantasia ne costituisce l'ombra."

lunedì 27 settembre 2010

Omaggi parte seconda

"Fin da bambino scrutavo il cielo e le stelle, ma di certo non avrei mai immaginato che le stelle stessero scrutando dentro di me."

Adam Mack



Adam nell'interpretazione di Fabio Piacentini.

Omaggi



Questa è una illustrazione di Massimiliano Guadagni, il colorista della serie. Lo abbiamo scelto perché è atipico, particolare, riconoscibile. Bravissimo in composizioni di sapore streampunk, in questo caso si è cimentato in un'opera di illustrazione fotografica.

Anche se a qualcuno non è piaciuta la scelta di Joseph Alberic Fiennes, continuo a pensare che abbia la faccia giusta per interpretare Adam Mack.